Il libro La briscola in cinque, di Marco Malvaldi.
Recensione ad opera dello staff di Briscola-Chiamata.net
Come sappiamo anche dal regolamento, e dalle sue strategie, il gioco della briscola in cinque, o briscola chiamata
è intriso di mistero e di tattiche e sotterfugi per battere i concorrenti bluffando e comportandosi in modo da depistare
gli avversari in merito alla vera identità del socio del chiamante. Un gioco come il gioco di Assassino, in cui i
partecipanti si guardano con diffida e malizia.
La briscola in cinque si articola scommettendo sul totale dei punti che si pensa che si riusciranno a totalizzare a fine round, e si arriva
al risultanto anche grazie ad un socio (il compagno di squadra) la cui identità resta nascosta fino al momento in cui non deciderà
di rivelarsi lanciando la carta "chiamata".
Si gioca tre contro due o quattro contro uno nel caso che il chiamante si chiami in mano, ma nessuno dei cinque sa fino alla fine della
partita di chi si può fidare. Gioco da bar di provincia, che ha oramai superato il rischio estinzione, generando proprio una variante a se
rispetto alla briscola tradizionale.
La briscola in cinque è la prova tabgibile che il popolo è ancora amante della sottile arte dell'alleanza, della strategia celata,
della goliardia della vittoria e dell'inganno.
Il titolo del libro di Marco Malvaldi è proprio La briscola in cinque (Sellerio editore Palermo, prezzo di circa 10 euro).
Il romanzo, di facile lettura, è affascinante sin dall'inizio. Come dice qualcuno "Bisogna proprio esserci nati in un piccolo paese
per conoscere certe dinamiche sociali, certe storie e certe tradizioni".
Il bar con le sue atmosfere fumose, i vecchi giocatori proprietari a lungo termine delle sedie e dei tavoli di gioco,
che fanno oramai parte dell'arredamento delle sale, ed infine i due sport di paese: le carte e la chiacchiera, retta in piedi dalla noia.
Noia che da vita alle lunghe ore dei pomeriggi invernali, riscaldati dall'immancabile bicchier di vino.
In un ambiente siffatto, ecco che giunge il fatto di cronaca nera: il rinvenimento del cadavere di una ragazza in un cassonetto dell'immondizia
da li a pochi metri. L'argomento della chiacchiera diventa immediatamente questo, al punto da traslare la comitiva intera e il bar in oggetto
nel cuore delle indagini della polizia, tre le insidie, le dicerie, le furbizie e le sbruffonate da spacconi che si usano per vincere una
mano di briscola in cinque riflessi in uno scenario in cui si cerca disperatamente di non lasciarsi coinvolgere come presunti assassini
ma di rimanere comunque al centro dell'attenzione per poter dire "io so qualcosa che voi non sapete", e dare quindi qualche colpo alla noia quotidiana.